LUIGI BOTTA PER SAVIGLIANO

STORIA IN BREVE

Savigliano è una città della provincia di Cuneo che conta circa 20.000 abitanti. É circondata dai fiumi Maira, Mellea e Varaita, che fin dall'antichità ne hanno determinato lo sviluppo e le caratteristiche economiche e territoriali. La sua origine, seppure senza sviluppi omogenei e chiaramente individuabili, si fa risalire al periodo romano. Il primo documento ufficiale risale al 18 agosto 981. Comune libero, possiede i primi Statuti già nel XIII secolo. Offre la propria fedeltà, alternativamente, ai Savoia ed agli Angiò. Nel XIV secolo Savigliano conta circa 7.000 abitanti, contro i 4.200 di Torino, i 6.600 di Chieri ed i 3.800 di Pinerolo. Insieme ad Asti è la più importante del territorio subalpino. Nel 1470 il nobile Cristoforo Beggiami stampa in essa il primo libro piemontese a caratteri mobili. Nei decenni successivi un'importante riforma urbanistica getta le basi per la nascita di piazza Vecchia, il fulcro del suo centro storico medioevale. Mentre Aimone Cravetta, insigne giureconsulto, fa solennizzare la sua fama con la frase «Cravetta dixit sat est», Savigliano rientra definitivamente nella sfera dei Savoia. Il Seicento è l'epoca del massimo sviluppo. In essa lavorano pittori come Giovanni Antonio Molineri, Jean Claret, Giovenale Boetto, Sebastiano Carello, Costanzo Arbaudi, Pietro e Giavanangelo Dolce, architetti come Ercole Negri, musicisti come Giovanni Battista Fergusio, uomini di stato come Giovanni Battista Trucchi, poeti come Marcantonio Gorena e governatori come Ottavio Ruffino. Nel 1630 in palazzo Muratori Cravetta muore Carlo Emanuele I. In contemporanea in palazzo Taffini l'aula regia viene interamente dipinta e la città ed il circondario ricevono, con nuovi ed importanti edifici, un impulso senza uguali. Il Settecento è il secolo dell'abbattimento delle mura e dell'ampliamento urbano, mentre l'Ottocento corrisponde all'avvio di importanti attività industriali. Santorre di Santa Rosa è sindaco prima della nomina a ministro ed all'esilio che dopo il 1821 lo porterà a morire a Sfacteria, in Grecia. Nel 1853 la città è il capolinea di una tra le prime strade ferrate italiane, la Torino-Savigliano. Diviene sede della Snos, una delle più importanti industrie metalmeccaniche italiane destinate a produrre, a ridosso del 2000, con la denominazione di Ferroviaria Savigliano, il treno ad assetto variabile chiamato Pendolino. Le sorelle Maria e Teresa Milanollo, «enfant prodige», sono musiciste di fama mondiale. Trovano sepoltura al cimitero monumentale di Père Lachaise a Parigi. Nasce a Savigliano Giovanni Virginio Schiaparelli, astronomo, direttore di Brera a Milano e scopritore dei canali su Marte. Giuseppe Edoardo Arimondi, generale, muore ad Adua, in qualità di comandante delle truppe che l'Italia ha mandato a colonizzare l'Eritrea e l'Etiopia. Annibale Galateri, sindaco per decenni imposta l'urbanizzazione novecentesca del centro seguendo l'esempio francese. Possiede un ospedale importante e funzionale, un teatro elegante, tantissime testimonianze d'arte e di storia. Cinque i beati originari della città: Antonio Pavoni, Bartolomeo de Cerveris, Aimone Tapparelli, Pietro Cambiani e Giuseppina Bonino. Nel cimitero di Savigliano hanno recentemente trovato riposo due importanti studiosi: Augusto Del Noce e Luigi Bàccolo.

luigi botta

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